C come COLOMBAIE

Lettera C
Questo particolare elemento architettonico (la cui funzione era quella di allevare i colombi o le tortore, che ritornavano spontaneamente nelle celle ricavate sulla muratura) si diffonde nella campagna veneta fin dal Quattrocento.
Inizialmente le colombaie o colombare erano separata dell’abitazione: la loro funzione era, secondo alcuni studiosi, più difensiva che di utilità, poiché erano l’unico elemento in muratura attorno al quale, con il tempo, si svilupparono gli altri corpi: casa, stalla, fienile.
La torre serviva come rifugio in caso di razzia e per la protezione del grano e di qualche animale dai frequenti furti.

Successivamente, con Palladio, la colombara acquisisce contemporaneamente significati funzionali e formali. Egli infatti colloca tali elementi architettonici alle estremità della villa: a prima vista questa scelta sembra suggerita solo da ragioni stilistiche; ma in realtà la motivazione formale non manca. Le colombaie infatti dovevano essere collocate in un luogo allo stesso tempo aperto, ma protetto da schiamazzi, e lontana da boschetti dove gli uccelli avrebbero potuto essere uccisi o spaventati.
Se a villa Barbaro a Maser sono mascherate e decorate con due meridiane; a villa Emo a Fanzolo di Vedelago sono ben visibile alle estremità delle barchesse, quasi a voler ribadire la funzione agricola della villa.
Villa Barbaro[Particolare della torre colombara di Villa Barbaro a Maser (TV)]

Colombara Villa Emo[Particolare  della torre colombara di Villa Emo a Fanzolo di Vedelago (TV)]

Lo scrittore e fattore italiano, Giacomo Agostinetti (1597 – 1682), nel suo libro Cento e dieci ricordi che formano il buon fattor di villa, descrive come una colombara deve essere strutturata, ovvero composta da almeno due solai: quello in basso più luminoso, dove i colombi possono bere e cibarsi; quello in alto più buio perché i volatili amano covare le uova al buio.

Per l’architetto Vincenzo Scamozzi (1548 – 1616) invece, «le colombare devono essere di mediocre grandezza e altezza, perché le molto ristrette si riscaldano, e generano sporcizia nel tempo dell’estate, e le molto grandi riescono fredde nel tempo del verno; tutte cose che nuocono ai piccolo palombini perché sono di natura temperata […]» [Le idee dell’architettura universale, Venezia, 1615].

I colombi venivano allevati per consumo proprio, ma nella zona del Polesine e di Castelfranco Veneto, venivano allevati anche per la vendita: i colombi erano una pietanza davvero succulenta, si pensi ai vicentini torresani allo spiedo, o la trevigiana sopa coada.

Villa Trissino a Meledo
[Colombara della barchessa di Villa Trissino a Meledo di Sarego(VI)]

Cà Marcello[Torre Colombaia di Villa Cà Marcello a Levada di Piombino Dese (PD)]

Augurandovi una bellissima giornata
vi diamo appuntamento come di consueto a venerdì
con un post davvero speciale
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