IL CASTELLO DEL CATAJO – parte seconda

Bentornati cari followers!!
Con il post di oggi continuiamo il racconto della nostra visita al Castello del Catajo: un bellissimo esempio di architettura veneta, situato a Battaglia Terme in provincia di Padova.
Per chi se lo fosse perso questo è il link del post Castello del Catajo – parte prima, dove abbiamo parlato del Giardino delle Meraviglie, del Cortile dei Giganti e del magnifico terrazzo.

catajo[Immagini: Esterni del Castello del Catajo]

Oggi vogliamo invece parlare degli affreschi che decorano l’interno del castello. Vi avevamo già anticipato il nome dell’artista che li ha eseguiti: Gianbattista Zelotti. Questo pittore, nato a Verona nel 1526 e morto a Mantova nel 1578, è davvero importante, poiché considerato il partner artistico e lavorativo di Paolo Caliari detto il Veronese! A differenza del Veronese, che si specializzò nella decorazione delle chiese e dei palazzi di Venezia, lo Zelotti creò la sua fama affrescando le ville di campagna. Lo possiamo trovare infatti in molte altre dimore come Villa Emo a Fanzolo di Vedelago (TV), Villa Godi Malinverni a Lonedo (VI) e Villa Malcontenta a Mira (VE).
Ma tornando al nostro Catajo, le stanze visitabili oggi sono quelle del primo piano, detto piano nobile. Nel XVI secolo queste sale erano stanze di rappresentanza, cioè ambienti pensati per accogliere ospiti e figure eminenti.
Ciò che si nota subito entrando, è l’ampio spazio dato al verde nella decorazione: festoni di fiori e frutta si trovano ovunque! Questo effetto ottico serve a sfondare concettualmente i muri del castello ed aprire un varco verso l’esterno. Sempre di verde si tratta, ma con tutt’altro scopo comunicatio, è quello del grande albero genealogico che si staglia nella prima sala: l’intera famiglia Obizzi si dirama di nome in nome, di figlio in figlio a partire dal fondatore della famiglia Obicio I. E la famiglia Obizzi oggi? L’ultimo erede degli Obizzi non è presente nell’albero genealogico, ma sappiamo di per certo che fu Tommaso Obizzi, il quale morì senza lasciare alcun erede. Dopo la sua morte il Castello passò alla casa reale degli Asburgo, diventando una casa di caccia. Catajo 102 - Copia [Immagine: Salone affrescato con l’albero genealogico e le imprese della famiglia Obizzi]

Le altre pareti lasciano invece ampio spazio alle gesta della famiglia: ben quaranta episodi narrano le vicende della famiglia tra storie di incontri importanti, matrimoni influenti … ma soprattutto battaglie e vittorie. Eh si perché gli Obizzi erano una famiglia di mercenari, di capitani di ventura, di soldati, insomma di combattenti (non a caso Pio Enea I aveva inventato l’Obice, cioè una tipologia di cannone d’assalto!).
Purtroppo, non potendo  svelare troppe immagini degli affreschi, lasciamo spazio alla vostra fantasia e a una vostra futura visita al castello!

Su un’immagine particolarmente interessante possiamo però soffermarci: lo sposalizio (che vedete nella foto sottostante) tra Caterina Fieschi, nipote di Papa Innocenzo IV, e Luigi degli Obizzi. Questo matrimonio rappresenta “il salto di qualità” che la famiglia Obizzi riuscì ad ottenere: con tale matrimonio intatti, gli Obizzi, famiglia benestante ma senza titoli, ottenne finalmente la tanto agognata nobiltà!!!

Catajo 152 - Copia [Immagine: Affresco raffigurante il matrimonio di Caterina Fieschi e Luigi degli Obizzi]

Oltre alle storie della famiglia, alle pareti si ritrovano due dettagli a nostro parere molto interessanti. Il primo consiste in un elemento posta sopra ogni porta, come a volerla incorniciare, cioè lo stemma delle famiglie che hanno chiesto il servizio dei mecenati della famiglia Obizzi. Fra questi figurano la famiglia d’Este, il Papato, la Serenissima Repubblica di Venezia,… : l’inserimento delle insegne nobiliari  era considerato un vero e proprio omaggio da parte degli Obizzi ai loro migliori sostenitori. Il secondo è invece l’affresco che più ci ha colpito durante la visita guidata alla dimora; cioè la raffigurazione iconografica “dell’Occasione.
Oltre al fatto che non è una figura allegorica facile da ritrovare in altri luoghi, per noi ha assunto un significato speciale, poiché l’abbiamo interpretata come un vero e proprio incoraggiamento alla realizzazione del nostro blog!
L’allegoria è rappresentata come una donna con le ali ai piedi e la testa completamente rasata ad eccezione della frangia…che significa?
Quando nella vita capita un’occasione bisogna innanzitutto saperla riconoscere e successivamente prenderla “al volo”: non lasciarsela scappare. Le ali indicano appunto che l’Occasione vola … o meglio… scappa via velocemente; e la calvizia impedisce che questa venga afferrata (per i capelli) in extremis o che resti impigliata! L’Occasione è in piedi su una ruota: simbologia che si ritrova anche nelle rappresentazioni della fortuna; e non indossa vesti: lei è nuda poiché non inganna. Questa raffigurazione rappresenta efficacemente la famiglia Obizzi, i cui membri hanno saputo prendere al volo le occasioni che la carriera militare ha loro offerto, riuscendo a volgerle a loro vantaggio. Gli Obizzi stessi “creavano” però delle occasioni: essere al castello del Catajo era considerato un luogo di opportunità, un privilegio e chissà…forse lo è anche essere capitati in questo blog! Purtroppo non avendo l’immagine dell’affresco del castello da mostrarvi, abbiamo optato per questa versione dell’allegoria eseguita da Andrea Mantegna, che presenta molti degli elementi iconografici rintracciabili in quella del Catajo! Occasione e Paenitentia mantegna[Immagine: Andrea Mantegna, Occasio e Poenientia, Museo della città di Palazzo San Sebastiano, Mantova]

Terminata la visita del piano nobile, si scende attraverso scala interna scavata direttamente sulla roccia del colle. Al termine della scalinata si incappa in un divertentissimo scherzo d’acqua davvero simpatico! La nostra guida ci ha raccontato che la famiglia aveva una domestica famosa per organizzare scherzi esilaranti sia alla famiglia che agli ospiti; alla morte della quale gli Obizzi vollero renderle omaggio applicando sul muro un busto della ridente megera. State attenti se andate ad ammirarlo da vicino, uno spruzzo d’acqua vi bagnerà all’istante!

E per concludere una piccola curiosità: esistono varie leggende sulla presenza di un fantasma presso il castello del Catajo, la leggenda più nota è quella della cosiddetta Dama Azzurra che vaga per le stanze del castello e pare che spesso si affacci alle numerose finestre. Per saperne perché non guardare questo video?!

Brrrrrrrrrr Con questo agghiacciante aneddoto vi salutiamo
e vi auguriamo un buon week end! Continuate a seguirci, con affetto …

Castello del Catajo

Firma

– Nota: le foto degli interni del Castello sono state gentilmente concesse dai proprietari – tutti i diritti sono riservati.

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4 risposte a IL CASTELLO DEL CATAJO – parte seconda

  1. Johnd894 ha detto:

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  2. Johnd449 ha detto:

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  3. ilmiosguardo ha detto:

    Davvero interessanti e stupendi sia l’edificio, gli affreschi che la storia del castello (fantasmi compresi) e della famiglia che l’ha costruito e abitato.

    Vorrò ritornare quando sarà aperto e visitabile anche l’altro piano.
    Tra le tantissime cose che mi hanno affascinata, mi ha colpita molto il dipinto sull’invidia. Mi piacerebbe proprio riuscire a trovare un’immagine in rete.

    Buona giornata, con un sorriso e un grazie per le vostre preziose indicazioni
    ciao Ondina

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