VILLA DEI VESCOVI

La Perfect House di cui oggi vi vogliamo parlare, è la prima dimora che siamo andate a visitare insieme, in un bel pomeriggio soleggiato di marzo; ovvero Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia in provincia di Padova.
Esprimere in un solo post le emozioni e le sensazioni che questo luogo davvero unico, circondato dalla quiete dei Colli Euganei, è riuscito a trasmetterci sarà davvero difficile… ma speriamo almeno di stuzzicare la vostra curiosità, per una visita nei prossimi mesi.

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[Immagine: Villa dei Vescovi – Foto Alessandro Torrenti 2013 © Fondo Ambiente Italiano]

UN PO’ DI STORIA …
Villa dei Vescovi, edificata tra il 1535 e il 1542, su un terrapieno dei Colli Euganei, come casa di villeggiatura del Vescovo di Padova, fu realizzata per volere di Francesco Pisani (vescovo dal 1524 al 1564), che incaricò il famoso umanista veneziano Alvise Cornaro, alla direzione dei lavori.
Prima dell’attuale villa esisteva già una casa che però, a causa della mancata residenza dei vescovi dal 1509 al 1524, e delle campagne militari del 1509; vessava in uno stato di abbandono e rovina.
Sarà proprio Alvise Cornaro, all’epoca dei fatti influente amministratore della mensa Vescovile, a coinvolgere il pittore-architetto veronese Giovanni Maria Falconetto prima, e l’architetto Andrea da Valle poi, nella ristrutturazione, diventando il protagonista principale dei lavori; benché biografia e azioni del nostro caro vescovo Francesco (che cresciuto ed educato in un ambiente di fervente apertura culturale – la Roma della prima metà del secolo – fu testimone diretto di uno dei periodi più grandiosi della storia dell’arte) fanno pensare che non sia rimasto solamente a guardare.

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[Immagine: Facciata principale e cortile interno di Villa dei Vescovi – Foto di Mauro Ranzani,2011 © FAI – Fondo Ambiente Italiano]

Alla morte di Francesco, seguì il cugino, Federico Corner (vescovo dal 1577 al 1590) che chiamò a Luvigliano, uno dei più famosi architetti del tempo: il vicentino Vincenzo Scamozzi, per la costruzione di un sistema di scalinate sul fronte orientale e una grotta con fontana.
Per tutto il Seicento e il Settecento la villa continuò ad essere meta di villeggiatura e soggiorno da parte dei vescovi, che non fecero mancare la manutenzione e si prodigarono a mantenere la villa, i giardini e le adiacenze.
Delle vicende accadute nell’Ottocento, sotto il dominio francese e austriaco, non si conosce quasi nulla; ma già agli inizi del Novecento documenti attestano che la dimora necessitava di urgenti lavori di restauro.

Tra le due guerre sono testimoniate alcune piccole ma significative sistemazioni; mentre durante la seconda guerra mondiale, con il vescovo Carlo Agostini (1532-1549), la villa fu messa a disposizione di alcune famiglie sfollate che, in fuga dai centri urbani a causa dei bombardamenti, cercavano un rifugio. Per un breve periodo fu anche sede provvisoria del monastero delle suore Carmelitane Scalze.
Nel secondo dopoguerra la villa non fu più una delle priorità della gestione curiale, come invece era avvenuto nei secoli precedenti, diventando un luogo per ospitare piccoli gruppi di persone che volevano dedicarsi al riposo, alla preghiera e alla formazione spirituale.

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[Immagini: esterni – Foto di Paolo Barcucci,2013 © FAI – Fondo Ambiente Italiano]

Nel 1962, venne acquistata e restaurata, sia nella struttura architettonica sia nella decorazione interna, da Vittorio Olcese e dall’allora consorte Giuliana Olcese de Cesare, grazie anche all’appoggio del presidente delle ville venete Giuseppe Roi, e in seguito alla segnalazione dello storico dell’arte Roberto Longhi, seriamente preoccupato per lo stato di degrado degli affreschi interni.
Nel 2005 la villa è stata quindi donata al FAI (Fondo Ambiente Italiano) da Maria Teresa Olcese Valoti, seconda moglie di Vittorio, e dal figlio Pierpaolo, che ha condotto degli importanti operazioni di restauro di tutto il complesso riportando la dimora agli antichi fasti e aprendola al pubblico nel 2011.

COME VISITARE E VIVERE LA VILLA …
Villa dei Vescovi non è però solo storia e arte… vivere la villa è la cosa che più vi consigliamo; e grazie alla superba gestione del FAI, non mancheranno di certo i modi e le occasioni perché ciò possa avvenire.

Dopo aver effettuato il biglietto, l’accesso alla dimora avviene attraverso un ampio cortile all’italiana, con un antico pozzo in mattoni e marmo di Verona, da cui si può ammirare la villa in tutta la sua monumentalità.
Prima di salire le scale che conducono al piano nobile è bello curiosare negli ambienti del pian terreno. Se in origine questi spazi ospitavano sicuramente le stanze di servizio e le cucine; oggi presentano un piccolo guardaroba, alcune “sale didattiche” che accolgono il turista e lo preparano alla visita attraverso modellini della villa e schede sui protagonisti della dimora, un piccolo bar, e delle sale-gioco per i bambini. Passeggiando tra gli ambienti però, si possono anche ammirare le volte a botte e a vela, i resti dell’antico pozzo che era posto al centro del cortile interno (poi chiuso) e splendide vasche da bagno e lavabi in marmi colorati di Vicenza.

Il piano nobile e le due logge esterne sono dipinte con decorazioni floreali, paesaggistiche, figure umane e scene mitologiche; opera del pittore fiammingo Lambert Sustris (metà del sec. XVI).

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[Immagine: Lambert Sustris, la sala delle figure all’antica – Foto di Mauro Ranzani,2011 © FAI – Fondo Ambiente Italiano ]

Dopo aver ammirato gli affreschi nelle sale, una cosa non dovete però lasciarvi sfuggire: è altamente consigliato sedersi nei divanetti delle logge e rilassarsi per qualche minuto contemplando il paesaggio che vi circonda.

Le logge sono interamente affrescata con alberi e tralci di vite, che dal basamento salgono fino al soffitto, creando archi di foglie e volute, dove dei simpatici e biondi putti giocano felici. È un continuo rimando tra interno ed esterno: siamo al coperto, ma allo stesso tempo immersi nella natura … poiché il vigneto da affresco delle logge, prende effettivamente vita nel parco circostante.

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[Immagine: Loggia della villa – Archivio FAI, © FAI – Fondo Ambiente Italiano]

Perché non concludere la visita con un buon caffè e una fetta di torta del  carinissimo bar della villa: si potrà sorseggiare una bevanda nei tavolini esterni che circondano il corpo nobile, spaziando con la vista nella bellezza dei colli; e infine curiosare tra gli articoli del bookshop acquistando un prodotto di artigianato locale. Ad eccezione dei libri infatti, gli articoli del fornitissimo shop sono tutti opera delle mani esperte dei creativi ed artigiani della zona!

Bookshop © FAI - Fondo Ambiente Italiano
[Immagine: Bookshop di Villa dei Vescovi – Archivio FAI, © FAI – Fondo Ambiente Italiano]

Villa dei Vescovi

Vi abbiamo un po’ incuriosito?!?!
E pensate che questo è solo un piccolo assaggio di tutte le cose che vi dobbiamo raccontare su villa dei Vescovi…
Non perdete il prossimo post … buon weekend le vostre

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