P come PALLADIO

P
Buongiorno cari followers!
Oggi vi riproponiamo dopo tanto tempo, la nostra rubrica #abcVilla, una sorta di abbecedario dedicato interamente alle ville venete!

Siamo giunti oramai alla lettera P e non potevamo non dedicarla a uno fra i più grandi architetti di villa (e non solo): Andrea Palladio!
Questo nome sicuramente vi sarà noto…ma la sua storia?

Ritratto di Palladio
[Immagine: Alcuni ritratti di Andrea Palladio]

Andrea Della Gondola (questo è il suo vero nome!) nasce il 30 Novembre del 1508 a Padova: il padre, Pietro della Gondola, era un mugnaio e la madre, Marta, detta la “zota” (zoppa) probabilmente una domestica.
Fu proprio a Padova che il giovanissimo Andrea iniziò la sua formazione come lapicida, presso la bottega di Bartolomeo Cavazza.

Leandro Bassano_The tower of Babel_1600_National Gallery Londra[Immagine: Leandro Bassano, The tower of Babel (dettaglio), Londra, National Gallery – In questo dipinto, che mostra un giovane scalpellino al lavoro, possiamo vedere tutti gli strumenti del mestiere: il blocco viene sbozzato con la “Sgubia” scalpello a punta di vite ; mentre l’aiutante tiene in mano la”Gradina” scalpello a punta piatta con dei denti]

E’ stato ipotizzato che sia stato il padrino di battesimo di Andrea, Vincenzo Grandi, scultore vicentino di una certa qualità, a vedere nel giovane ragazzo del talento per le arti e capacità artistiche; e ad aiutarlo nel trasferimento a Vicenza.
Sappiamo infatti che nel 1521, Andrea abbandona la bottega padovana, e nel 1524 risulta iscritto presso la corporazione dei tagliapietra, come garzone del muratore Giovanni da Porlezza e dello scultore Girolamo Pittoni.

Perché Palladio si sia spostato a Vicenza non lo sappiamo: ci sono però molte storie e aneddoti divertenti sulla questione. La più famosa è che il ragazzo scappò dalla bottega di Cavazza; mentre secondo altri, il padre Pietro ottenne un’opportunità lavorativa.

La sua prima formazione non avvenne quindi sui banchi di scuola, ma direttamente in cantiere, dove egli sperimentò dal vivo i materiali, le loro caratteristiche e le tecniche costruttive.
Ma è proprio a Vicenza che Palladio fa una sua prima trasformazione: da giovane lapicida a capo-cantiere, a cui vengono affidati la realizzazione dei lavori.

Maso Finiguerra_Giovane disegnatore che vuole diventare architetto_1455 ca._Gabinetto Disegni e Stampe Uffizi[Immagine: Disegno fiorentino di Maso Da Finiguerra, Giovane disegnatore che vuole diventare architetto, 1455 circa, Gabinetto dei disegni e delle stampe Uffizi, Firenze. – La scritta recita”Vol essere uno bono disegnatore e diventare uno bono architettore”: idea che un giovane artigiano, attraverso il disegno, può diventare qualcosa di diverso: un professionista]


Una certa disponibilità economica porta Andrea al matrimonio: nel 1534, a 26 anni, sposa Allegradonna, figlia di un marangon (falegname). I due ebbero 5 figli: Leonida che farà l’architetto; Marcantonio scultore; Orazio laureato in legge diventerà avvocato; Zenobia, l’unica figlia, che sposerà un orafo; Silla il “segretario” del padre (n.b. hanno tutti nomi di eroi dell’antichità classica). 

Una svolta fondamentale nella vita di Palladio avvenne tra 1535 e 1538, grazie all’incontro con il suo principale mentore, il nobile intellettuale e umanista Gian Giorgio Trissino.
Leggenda vuole che i due si incontrarono nella Villa di Cricoli, la dimora sub-urbana che il Trissino stava costruendo in quegli anni. È proprio Trissino a chiamarlo Palladio (un sopranome particolare dal duplice significato: in primis richiama Pallade Atena, la dea della sapienza; ma anche il nome di uno degli angeli buoni, protagonisti dell’epopea di Trissino “L’Italia liberata dai Goti“) ma soprattutto, dopo averlo preso sotto la sua protezione, a guidarlo nello studio degli antichi e della cultura classica. 
L’idea di Trissino è infatti quella di trasferire nel presente tutta la sapienza del mondo antico: usare il passato per costruire il futuro.

Ritratto di Trissimo + Villa Trissino
[Immagine: Vincenzo Catena, Ritratto di Giangiorgio Trissino, 1525-1527 – Villa Trissino a Cricoli (VI)]

Negli anni successivi, sempre accompagnato dallo stesso Trissino, Palladio comincia a spostarsi e a compiere numerosi viaggi a Roma, dove riesce a confrontarsi con i grandi architetti del tempo, nonché con i resti della Roma antica.
La conoscenza dei viaggi a Roma del Palladio è ancora molto scarsa: si ipotizzano 5 viaggi, dal 1541, al 1554 (l’unico documentato è il terzo, per 8 mesi, dall’autunno del 1546 a luglio del 1547).

Cerchiamo ora di riassumere per decenni la vita e le imprese di questo grande architetto:

* Anni 40 del Cinquecento:
Si aprono per Palladio con le commissioni delle grandi ville dei nobili Vicentini, e continuano con la scoperta dei soffitti voltati di derivazione romana, l’inizio di definizione del concetto di villa come sistema integrato (parte residenziale e parte produttiva), la costruzione dei primi palazzi di città; culminando nel 1549 con la Basilica Palladiana: edificio in cui Palladio sviluppa, partendo dai progetti del Sanmicheli e Sansovino, un suo proprio linguaggio architettonico.

Basilica
[Immagine: la Basilica Palladiana, Vicenza]

* Anni 50 del Cinquecento:
E’ l’anno di Palazzo Chiericati: il primo edificio che lo consacra come architetto. Rappresenta una nuova architettura, parte palazzo di città – parte villa, è il vero cambiamento, in cui Palladio chiude la fase eclettica di ispirazione da altri architetti e crea un linguaggio libero.

Palazzo Chiericati
[Immagine: Palazzo Chiericati, Vicenza]

Gli anni 50 rappresentano anche il salto di scala nella committenza: non più imprenditori vicentini, ma le grandi famiglie Veneziane, con possibilità economiche maggiori (Cornaro, Emo, Badoer, Barbaro,…), che affidano all’architetto la costruzione delle loro dimore di campagna.
Le ville sono “delle macchine per l’agricoltura”: aziende in cui l’elemento chiave è la logistica, cioè i rapporti tra la casa dominicale e le parti funzionale (barchesse, torri colombare, aia, …). Il posizionamento di questi elementi è l’essenziale dell’arte di Palladio. Le ville ci sono anche prima di Palladio, solo che tali elementi sono messi casualmente attorno all’aia. Con Palladio tali elementi diventano un’architettura: acquistano un disegno e una forma precisa. Il sistema armonico in cui la villa e le barchesse si legano come un unico insieme, deriva in realtà da una sorta di fraintendimento di Palladio, che rilevando le rovine del Tempio di Ercole Vincitore a Tivoli, si convince che in realtà e una villa imperiale e che il sistema che integra la Naos del tempio con i portici per i fedeli, sia invece qualcosa che lega la parte dominicale dalla parte produttiva.

Palladio_Rilievo del complesso del tempio di Ercole Vincitore a Tivoli, 1545-1547 _RIBA Library Drawings Collection Londra
[Immagine:Palladio, Rilievo del complesso del tempio di Ercole Vincitore a Tivoli, 1545-1547, RIBA Library Drawings Collection, Londra]

Sono anche gli anni in cui Palladio comincia un’attività editoriale: ricordiamo in particolare l’illustrazione al Vitruvio di Daniele Barbaro (1556), colui che prenderà il posto di Giangiorgio Trissino nella vita dell’architetto.

Villa Barbaro
[Immagine: Villa Barbaro a Maser]

Per oggi ci fermiamo qui perché le cose scritte sono già davvero tante,
ma vi aspettiamo la prossima settimana per la conclusione della rubrica #abcvilla – P come Palladio … buon weekend carissimi follower

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