P come PALLADIO – Parte 2^

P

Abbiamo iniziato a scoprire la sua storia nello scorso post di #abcVilla,
e dopo la lettura dell’articolo di oggi, la sua vita per noi non sarà più un mistero: ecco la seconda parte dedicata a P come Palladio, uno degli architetti (anche) di villa, più importanti del Rinascimento.

* Anni 60 del Cinquecento:

A Palladio vengono commissionate importanti interventi in edifici religiosi veneziani.
A Venezia, l’architetto, è sostenuto da un gruppo di famiglie che hanno strettissimi legami con la curia romana, perché sono le famiglie da cui escono i vescovi e i cardinali veneziani.
Questa è la ragione del perché le commissioni di Palladio in laguna sono soprattutto religiose:
– facciata di San Pietro in Castello (poi interrotta)
– facciata di San Francesco della Vigna
– interventi nella chiesa e nel monastero di san Giorgio Maggiore
– il convento della Carità
L’arrivo a Venezia è per Palladio un salto di scala nella costruzione degli edifici: lavora in cantieri davvero smisurati come forma, ipotizzando a volte delle trasformazioni impensabili per la Serenissima (es. il progetto di Palladio per il ponte Rialto, che prevedeva radere al suolo un’area densamente popolata per la creazione di piazze all’antica).
Negli anni ’60 si dedica ad altri interventi vicentini, come Palazzo Barbarano (1566) e la Loggia del Capitaniato (inizio anni 70 del 1500), cambiando via via il suo linguaggio, con un’integrazione nuova tra decorazione e architettura.
Nel 1566 non si deve dimenticare inoltre, la grandiosa invenzione della Rotonda.

Chiese di Palladio a Venezia
Villa la Rotonda[Immagini: 1) facciata di San Pietro in Castello, il Convento della Carità, facciata di San Francesco della Vigna, il complesso di San Giorgio Maggiore; 2) Villa Almerico Capra detta la Rotonda]

*Anni 70 del Cinquecento:
Iniziano con la pubblicazione a Venezia dei “Quattro Libri dell’Architettura”: quello che è stato definito come un’autobiografia di Palladio, il racconto della sua vita, un libro che avrà nei secoli un’immensa fortuna:
1 libro: dedicato agli ordini architettonici
2 libro: mostra i progetti palladiana (il testo è molto ridotto, largo spazio alle immagini)
3 libro: dedicato alle costruzioni antichi
4 libro: selezione di edifici antichi

I Quattro Libri dell'architettura
[Immagine: copertina dei Quattro Libri dell’Architettura e alcune pagine aperte]

Gli anni ’70 sono però anche anni difficili: muoiono 2 figli e la guerra contro i turchi fa diminuire le finanze veneziane per nuovi investimenti. Palladio lavora poco e si dedica pertanto alle imprese editoriali, come l’illustrazione del De Bello Gallico di Cesare.
Nel 1577 costruisce la chiesa del Redentore. Nel febbraio del 1580 Palladio inizia a pensare al teatro Olimpico, che non riuscirà a portare a termine. 

Chiesa del Redentore

Teatro Olimpico
[Immagini: 1) Chiesa del Redentore a Venezia; 2)  Teatro Olimpico a Vicenza]

Se di molti architetti sappiamo davvero tutto, di Palladio ahimè sappiamo solo che è morto nell’agosto del 1580; ma dove, quando e perché rimane un mistero. L’impressione che deriva dalle carte e dai documenti, è che la morte del maestro abbia colto tutti di sorpresa.
Molti studiosi ritengono che sia morto a Maser, durante i lavori presso il cantiere, attivo in quel periodo, del tempietto per Marcantonio Barbaro.
Incertezze avvolgono anche il luogo di sepoltura. Il biografo di Palladio, Paolo Gualdo, indica la Chiesa di Santa Corona a Vicenza, dove effettivamente Silla Palladio, nel 1578, acquista uno spazio per la tomba di famiglia, tra l’altare di San Giovanni e  dell’Epifania.
Il problema però si presentò quando il 5 marzo 1851 venne sollevata la lastra per cercare il corpo del famoso architetto e spostarlo nel cimitero monumentale cittadino: si trovarono ben 18 crani umani. L’individuazione di quello palladiano risultò però unanime, perché, come documento il patologo presente, il dott. Grabner Maraschini “uno per grandezza, per la pronunciata forma ovale dall’innanzi all’indietro, con la regione frontale spaziosa e depressa, per la consistenza e grossezza delle sue ossa , attirò l’ammirazione, e quantunque sia impossibile il dimostrarlo, a quasi tutti alla vista di quel teschio sfuggì dal labbro: questa è la testa del Palladio“.

Tomba di Palladio[Immagine: Monumento funebre a Palladio presso il cimitero Maggiore di Vicenza]

Sappiamo molto poco di Palladio come persona.
Studi hanno dimostrato che è un vero disastro per quanto riguarda la gestione dei soldi: Palladio spendeva sempre più di quanto otteneva. Non riuscirà mai ad esempio, ad acquistare una casa propria a Vicenza, abitando sempre in affitto o ospitato da amici.
Aveva però un buon carattere. Vasari lo descrive come una persona affabile: “Non tacerò che a tanta virtù ha congiunta una si affabile e gentil maniera che lo rende appresso d’ognuno amabilissimo” (1565). Paolo Gualdo invece scriveva: “Palladio era nella conversazione piacevolissimo, dava estremo gusto ai gentiluomini con cui trattava, ma anche agli operai di cui si serviva tenendoli sempre allegri e trattenendoli con molte piacevolezze, e faceva che gli operai lavorassero allegrissimamente, e aveva gran gusto di insegnare a quelli con molta carità tutti i buoni termini dell’arte, in maniera che non c’era muratore, scalpellino, legnaiuolo che non sapesse tutte le misure e i veri termini dell’architettura“.

Ritratto di Palladio
[Immagini: ritratti di Andrea Palladio]

Palladio è di certo un monumento, ma è importante ricordare comunque che non è un genio uscito dal nulla, ma un uomo che con dei sogni, la forza di volontà, e la capacità di sognare e vedere, trasformò la sua condizione da piccolo tagliapietra ad architetto di fama mondiale.

Buon fine settimana …

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