LE MASCHERE VENEZIANE

Buongiorno cari lettori!
Come avrete notato il carnevale quest’anno è già alle porte, martedì grasso cade prestissimo… il 9 febbraio! Abbiamo quindi deciso di dedicare un post alle maschere veneziane, una tradizione veneta antichissima che caratterizza il nostro patrimonio artistico e culturale.

mask

La maschera ha una funzione ben precisa: durante il carnevale, quando ogni regola viene sovvertita e ogni scherzo o trasgressione è consentita, diventa necessario, per non farsi scoprire, celare la propria identità.
Nel passato, non era raro trovare nobili veneziani intenti a giocare d’azzardo mascherati, per non essere riconosciuti!
Girando fra le calli e i campielli di Venezia si notano maschere di ogni tipo, ma quella maggiormente legata al folklore veneziano è sicuramente Pantalone.

pantalone[Immagine: La maschera di Pantalone by Pinterest]

La maschera di Pantalone vuole essere una presa in giro del cittadino veneziano doc: ricco, avaro e lussurioso. Fisicamente è invece caratterizzato dal naso adunco, dalla barba a punta e dalle sopracciglia rialzate. Il significato dell’appellativo Pantalone non è chiaro, esistono difatti due versioni: la prima ritiene che il nome derivi dal costume indossato dal personaggio -e cioè dei pantaloni rossi-, la seconda pensa che il termine derivi da “pianta leoni”, cioè il nominativo con cui venivano chiamati i mercanti veneziani, i quali “piantavano” la bandiera con il leone marciano in ogni territorio da loro acquisito.

Le maschere, inoltre, non si limitavano a fungere da travestimento per attività poco lodevoli, ma hanno contribuito a caratterizzare la cultura veneta attraverso il teatro, ad esempio lo stesso Pantalone si trova nelle opere teatrali goldoniane de I rusteghi e del Sior Todero brontolon.

Un’altra maschera molto nota nel venezano è indubbiamente la Baùta, che poteva essere adoperata da ambo i sessi poiché semplice e neutra. E’ infatti caratterizzata dal colore bianco uniforme e lascia scoperta solamente la bocca così da poter rendere più agevole il mangiare e il bere. Il tabarro, lungo mantello nero, realizzato in stoffa pesante, completava poi il travestimento.

bautadef[Immagine: La Bauta by Pinterest]

La bauta era utilizzata soprattutto durante il periodo del Carnevale, la si poteva vedere indossata anche in altri tempi e ambienti, quali il teatro e le feste private dei nobili. Proprio per questo motivo vi era una vera e propria industria della maschera che durava tutto l’anno e non solo durante il carnevale.
Il “mascarero“, ovvero l’artigiano produttore di maschere, lavorava su una base di argilla per creare il modello e, una volta asciutto, passava alla realizzazione della maschera con gesso, carta pesta, garze, colla e pittura. La maschera veneziana oggi viene esportata in tutto il mondo ma vi è una certa insofferenza fra i veneziani poichè vedono la tradizione viva solamente a livello turistico e massificato.

negozio[Immagine: Laboratorio di maschere a Venezia “Alberto Sarria Masks” by Pinterest]

Dopo la caduta della Serenissima il Governo Austriaco vietò l’uso delle maschere in pubblico e ne limitò l’utilizzo per feste private ed elitarie. In conseguenza a ciò il Carnevale di Venezia attraversò una fase di decadenza. Solo dopo la seconda guerra mondiale il carnevale fu rilanciato, nel 1979, grazie al contributo del Comune di Venezia, del Teatro la Fenice, della Biennale di Venezia e di tutti i cittadini. Oggi di maschere se ne vedono di tutti i tipi e, anche se si vedono sempre meno maschere tradizionali, la fantasia dei travestimenti che si incontra a Venezia -e non solo- non finisce mai di stupisci.

collagem[Immagine: le meravigliose maschere che oggi si vedono Venezia by Pinterest]

E voi che maschera preferite? Ne conoscete altre che non abbiamo citato in questo post? Fatecelo sapere mi raccomando, noi vi diamo appuntamento a martedì grasso dove pubblicheremo un altro post dedicato sempre alle maschere ma in una variante…più dolce!

Un caro saluto dalle vostre blogger

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