VILLA BARBARO a MASER parte 1

Buongiorno a tutti cari lettori,
nel post di oggi vi parleremo di una villa veneta davvero unica, definita una delle realizzazioni più riuscite di tutta la carriera di Andrea Palladio, che vanta inoltre l’ingresso nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO: Villa Barbaro.

12767490_10207077203801195_951579628_n[Immagine: Facciata principale di Villa Barbaro]

Tutto iniziò nel 1560 quando i fratelli Daniele e Marcantonio Barbaro, esponenti di una fra le più note e affermate famiglie veneziane, commissionarono ad Andrea Palladio la costruzione di una villa a Maser (TV) in sostituzione di un antico edificio già appartenente alla famiglia.

[Volete un ripassino su chi era Andrea Palladio, ecco il link per visionare spiegazione che avevamo dato nella nostra rubrica didattica #abcVilla: P come Palladio e P come Palladio parte 2.]

Il fulcro centrale che regola la netta simmetria che organizza tutto il corpo della villa è l’avancorpo, proiettato in avanti e sviluppato su due piani. Al primo piano si trova il grande salone centrale della dimora.

12787626_10207077225721743_852623367_o[Immagine: Facciata principale di Villa Barbaro, dettaglio dell’avancorpo con timpano triangolare e colonne ioniche]

Il modello dell’antico è fortemente presente in quest’architettura palladiana: lo ritroviamo, ad esempio, sulla facciata dell’avancorpo sopracitato, dove la decorazione è stata pensata con un frontone e quattro colonne ioniche. Una scelta davvero  innovativa: pensate che Palladio è stato il primo architetto moderno ad adoperarle forme classiche, tipiche dei templi greco-romani, su edifici privati ed abitazioni. Frontone e colonne non hanno inoltre una funzione portante: essi potevano indicare o la magnificenza della famiglia che vi abitava (il frontone infatti è decorato con il bassorilievo dello stemma della famiglia Barbaro), oppure servivano a esaltare i solidi volumi della villa.

Oltre la facciata troviamo due semplici ma elegantissime logge ad arcata, le barchesse, che si uniscono al corpo centrale in maniera armonica. In queste due ali si svolgeva la vita e il lavoro dell’intera villa, qui si trovava difatti il fienile, le scuderie e il torchio.

barbarofrontale[Immagine: Facciata principale di Villa Barbaro vista da vari punti di vista e sculture di Alessandro Vittoria]

La divisione degli spazi in Villa Barbaro si ritrova più o meno uguale anche in altre ville palladiane poiché seguono tutte le stesso criterio…vediamo qual’è:
al pian terreno del corpo nobile della villa si trovavano gli ambienti di servizio come la cucina e la cantina. Palladio le inserisce in quest’area della casa per non creare disturbo ai proprietari della villa con cattivi odori o rumori fastidiosi.
Alle estremità delle barchesse troviamo due “torrette” denominate “colombaie“: esse svolgono una funzione di contrappunto rispetto al corpo centrale e vantano di una ricca decorazione composta da timpani e meridiane. Al primo piano del corpo centrale, trovavano invece posto gli appartamenti.

pianta[Immagine: Pianta e Prospetto di Villa Barbaro, I Quattro Libri dell’Architettura di Andrea Palladio.]

villabarbaro[Immagine: Dettaglio delle colombaie laterali, mascherate salle facciate con delle meridiane]

Il salone nobile si apre poi in quattro salette creando una pianta a crociera. Dietro la sala di Gala c’è la stanza dell’Olimpo, da quì si raggiungono poi le camere private.

In Villa Barbaro il nostro architetto alterna stanze quadrate a stanze rettangolari che stranno fra loro in rapporto di un mezzo. vuoi di  più sui rapporti matematici?

Concludiamo il nostro primo post dedicato a villa Barbaro con la descrizione del Ninfeo…vi ricordate quello che vi avevamo già detto a riguardo? Il ninfeo è costruito da una grotta artificiale e da una fontana centrale, il tutto riccamente decorato con statue dello scultore Vittoria. Vasari, noto autore de “Le Vite“, scrisse che Palladio si ispirò al ninfeo di Villa Giulia a Roma. Il Ninfeo funge da trait d’union fra l’interno e l’esterno, fra la villa e il parco.

12765669_10207077210001350_871855203_o[Immagine: Il Ninfeo, stucchi e sculture di Alessandro Vittoria]

Questa fontana non è solo un elemento decorativo bensì è il punto d’arrivo di un complesso sistema di irrigazione di cui Palladio andava molto fiero e che descrisse con cura nei Quattro libri dell’architettura. Il sistema idraulico ideato dall’architetto utilizzava una vicina sorgente idrica come punto di partenza per canalizzare l’acqua nei vari ambienti che compongono la villa e nelle fondate e polle del giardino. Non solo: essa veniva utilizzata anche per l’irrigazione agricola.

Sapete invece cosa non viene nemmeno citato da Palladio nella sua descrizione di questa villa, all’interno del suo trattato, I Quattro Libri dell’Architettura? La decorazione pittorica! Strano vero? Soprattutto se consideriamo che il pittore era niente di meno che Paolo Veronese.

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Vi parleremo della decorazione pittorica nel nostro prossimo post; ma nel frattempo fateci sapere se avete mai visitato Villa Barbaro e cosa ne pensate a riguardo!
Un caro saluto dalle vostre blogger

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